Autore Topic: Ulfang Hellscream - True Story  (Letto 2387 volte)

Offline Ulfang89

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Ulfang Hellscream - True Story
« il: Gennaio 09, 2012, 20:55:23 pm »
Salve a voi, e da un bel pò che non scrivo eh? Beh visto che non ho niente da fare, e visto che sto leggendo molti libri fantasy (adesso sto leggendo la trilogia delle cronache del mondo emerso), mi è venuta voglia di rileggere la mia piccolissima storia, e di postarla piano piano, in modo tale che io leggo e correggo 1 capitolo alla volta e voi ve lo gustate lentamente. Beh cosa dire più... leggete e leggete se avete consigli pareri o insulti da fare fate pure... sono più che accetti.
P.S. Gl'altri capitoli li metto in risposta a questo oppure faccio sempre un nuovo topic? vabbé per ora iniziamo con il prologo

Prologo
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Era una notte fredda, così fredda che le mura di Orgrimmar sembravano lastre di ghiaccio. Lui, avvolto in un mantello per riscaldarsi, era appoggiato alla lancia con il suo fidato martello alle spalle. Era un orco come tanti, con le sue innumerevoli cicatrici di guerra. Dal mantello, che copriva anche il volto, fuoriuscivano due trecce di cappelli neri e una folta barba dello stesso colore che ricopriva per itnero il suo viso, mentre gli occhi di colore rosso guardavano fisso l’orizzonte; quando a un tratto proprio dall’orizzonte vide arrivare un lupo, non uno feroce, ma uno appartenenti alle cavalcature tipiche degl’orchi. Quando il lupo fu abbastanza vicino, riuscì a notare che in groppa portava un orco tramortito.
<<Cos’è successo parla!>>
<<Raz… Razor… Razor Hill è stata attaccata… rasa a suolo signore>> rispose l’orco con un filo di voce.
Raccogliendo l’orco tramortito chiese:
<<Chi è stato? E mia moglie? È viva? Rispondimi!>>
<<Son… Sono tutti morti, non hanno dato tregua a nessuno>>
<<No!>>
L’orco sciolse le brighe del suo lupo e lo cavalcò fino a Razor Hill, dove scoprì la dura verità. Razor Hill era distrutta. Rasa al suolo. S’incammino tra le macerie del villaggio scorgendo solamente i resti dei cadaveri dei proprio amici il quale erano stati ammazzati brutalmente e tra questi vide anche corpi di donne e bambini. Improvvisamente rovistando tra le varie macerie sentì un pianto di un bambino e si diresse verso quel flebile suono. Il suono proveniva da sotto una grande porta di legno crollata e sollevandola scoprì la dura verità. Sua moglie era morta ma tra le sue braccia proteggeva ancora suo figlio; l’orco lo raccolse e fece ritorno ad Orgrimmar dove ad attenderlo c’era il capo di tutti gli orchi. Thrall in persona. Era l’orco più importante, era colui che aveva liberato gl’orchi dalla schiavitù e la tirannia degl’umani, lui, era un vero capo.
<<Cos'è successo?>> chiese Thrall
<<Razor Hill intera è stata rasa a suolo, sono stati i non-morti di Arthas… c’era il loro vessillo di guerra tra le mani di un orco>>
<<Anche tua moglie?>>
<<Si… era sotto le macerie. Tra le sue braccia stringeva ancora nostro figlio come per proteggerlo fino all’ultimo suo respiro>> rispose l’orco con le lacrime agl’occhi <<Ascoltami Thrall voglio che tu ti prenda cura di Ulfang… io devo partire… io voglio vendicare mia moglie, lo faccio per l’onore della stirpe a cui appartengo>> disse ringhiando
<<Atrid io ti ordino di non farlo. I non-morti di Arthas sono pericolosissimi anzi la cosa mi inquieta ancor di più del fatto che siano arrivati fin qui, pensavo fossero stati sconfitti ed emarginati a Nord>>
<<Allora indagherò anche su questo Thrall; non posso vivere col dolore della morte di mia moglie>>
<<E Ulfang? Che ne sarà di lui?>>
<<Lui è mio figlio, ha il mio stesso sangue e quindi anche quello del mio clan. Voglio che lui riesca dove io ho fallito, voglio che lui prenda la tua stessa strada>>
<<Tu e tuo figlio siete tra gli ultimi discendenti del clan Hellscream non voglio che tu…>>
<<Non succederà… io... io... devo vendicarmi!>> disse ringhiando <<Ti prego perdonami. Questa è una lettera scritta di mio pugno consegnala quando sarà cresciuto abbastanza>>
<<Comprendo… >>
<<Mi spiace Thrall. Ecco prendi anche il mio martello, l’Hellstrike, e dallo a lui quando sarà cresciuto abbastanza per poterlo maneggiare>>
<<Che gli spiriti ti assistano allora Atrid; Lok’Thar Ogar!>>
<<Lok’Thar a te>>
E così Atrid scomparve all’orizzonte in sella al suo lupo alla ricerca dei non-morti di Arthas e della sua vendetta, non sapendo se avrebbe mai più rimesso piede a Durotar.

Questa è la storia di mio padre Atrid Hellscream cugino di Grom Hellscream, ma date le divergenze con quest’ultimo, mio padre giurò fedeltà al clan Frostwolf.
Come tutti gli appartenenti al clan Hellscream, anche io avevo il marchio presente sulla mano che ricordava, a noi del clan Hellscream, il legame che avevamo con i demoni e nonostante il sacrificio di Grom egli non si spezzò mai definitivamente. Sin dalla nascita fui accudito da Thrall che mi insegnò la lunga via per diventare sciamano. Fin quando un giorno, Thrall stesso entrò nella mia tenda.
<<Salve grande Thrall. A cosa devo questa visita nella mia umile dimora?>>
<<Ulfang sai bene che non ci tengo alle formalità con te, ti ho cresciuto come un figlio, come meglio potevo ma penso che il momento purtroppo sia arrivato…>>
<<Il momento per cosa?>> chiesi
<<Bene devi sapere una cosa… tuo padre non è morto, come ti ho raccontato, fui lui stesso a chiedermi di non dirti nulla riguardo alla sua partenza>>
<<Perché? Perché? Perché allora mi hai mentito?>>
<<Questo era il volere di tuo padre ed io l’ho rispettato>>
Thrall posò una lettera sul tavolo e disse <<appena l’hai letta vieni al mio palazzo ti attendo lì>>
Rimasi molti minuti a fissare quella lettera, la presi tra le mie mani e incominciai a girarla e rigirarla. Fino a quel momento avevo creduto che mio padre avesse perso la vita gloriosamente in guerra, invece quel giorno scoprì un’altra verità.
<Per Ulfang >
Salve figliolo se starai leggendo questa lettera, significa che ancora devo fare ritorno dal mio viaggio. Purtroppo il mio viaggio non né di conoscenza né di piacere, ma è di vendetta. I non-morti di Arthas mi hanno tolto ciò a cui tenevo di più al mondo; la mia amata. Prima di morire però ti ha protetto fino alla fine e non potevo vivere con il rancore nei confronti dei non-morti. Ti ho lasciato a Thrall con la speranza che tu riesca a diventare un giorno uno sciamano come io stesso volevo diventare, ma purtroppo ho sempre fallito. Ti prego non cercarmi anche se so che lo farai lo stesso. Ho chiesto a Thrall di conservare la mia arma quelle con cui ho combattuto numerose guerre, per far sì che un giorno sia data a te. Mi raccomando non mostrare mai il marchio sulla tua mano destra, purtroppo ancora molti orchi non tengono di buon occhio la dinastia Hellscream
 <Con affetto Atrid Hellscream>
Alla lettura della lettera le lacrime mi scesero dagl’occhi. Adesso sapevo che mio padre era ancora vivo e avrei potuto conoscerlo.
Andai verso la sala del trono dove chiesi a Thrall tutta la storia ed egli mi raccontò tutto ciò che dovevo sapere.
<<Bene ti ringrazio Thrall, so che forse mi fermerai ma ho deciso di partire in cerca di mio padre>>
<<No, non lo farò, ormai ti conosco abbastanza per capire che tu sei testardo quanto tuo padre e a niente serviranno le mie parole per dissuaderti. Ma ricorda, voglio che tu sia prudente e faccia ritorno qui di tanto in tanto. Questo è il martello di tuo padre; l’Hellstrike. Lui ci teneva molto>> L’Hellstrike ai comuni occhi poteva sembrare un normale martello. Non lo era. Era un martello rigido di forma rettangolare di color nero, con uno spesso manico e reggerlo con una mano era quasi impossibile. Si raccontava in giro che fosse stato forgiato nel sottosuolo di Blackrock Mountains e ogni suo colpo provocava un’esplosione.
<<No Thrall, non mi sento ancora pronto per maneggiare quell’arma. Voglio che la conservi per me fin quando non mi sentirò pronto>>
<<E così sia, la riporrò nella stanza dei tesori, ed essa attenderà solo il suo padrone per essere rimossa dal luogo in cui la poserò. Vai adesso, che gli spiriti siano con te sciamano. Lok’Thar Ogar Ulfang>>
<<Lok’Thar a te Thrall>>
Così mi diressi fuori le porte di Orgrimmar. Arrivato all’ingresso principale mi voltai indietro. La vita quotidiana degli orchi continuava incessantemente come l’acqua del ruscello scorre dalla montagna. Era un processo continuo che non finiva mai. Chissà se avrei mai rivisto tutta quella gente; il fabbro, i cuochi di Orgrimmar e lo stesso Thrall. In cuor mio però sapevo che stavo facendo la cosa giusta e così mi incamminai verso l’uscita. Il mio lungo viaggio stava per iniziare.

Offline Munin

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Re: Ulfang Hellscream - True Story
« Risposta #1 il: Gennaio 10, 2012, 09:56:41 am »
Salve a voi, e da un bel pò che non scrivo eh? Beh visto che non ho niente da fare, e visto che sto leggendo molti libri fantasy (adesso sto leggendo la trilogia delle cronache del mondo emerso),




La troisi scrive fantasy come io corro i 100 metri in 7 secondi e 2 decimi <.<
Citazione da: Lichkings,15/9/2009, 21:41
Andrò solo per la mia strada da paladino superpouaubba

Offline Ulfang89

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Re: Ulfang Hellscream - True Story
« Risposta #2 il: Gennaio 10, 2012, 20:11:34 pm »
Vabbé dai cmq rientra nella categoria fantasy... anche se è molto scopiazzato da altri fantasy xD.
Cmq Licia dimostra come qlnk coglione possa scrivere xD

Offline Reaper

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Re: Ulfang Hellscream - True Story
« Risposta #3 il: Gennaio 15, 2012, 22:59:48 pm »

Prologo
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Era una notte fredda, così fredda che le mura di Orgrimmar sembravano lastre di ghiaccio. Lui, avvolto in un mantello per riscaldarsi, era appoggiato alla lancia con il suo fidato martello alle spalle. Era un orco come tanti, con le sue innumerevoli cicatrici di guerra. Dal mantello, che copriva anche il volto, fuoriuscivano due trecce di cappelli neri e una folta barba dello stesso colore che ricopriva per itnero il suo viso, mentre gli occhi di colore rosso guardavano fisso l’orizzonte; quando a un tratto proprio dall’orizzonte vide arrivare un lupo, non uno feroce, ma uno appartenenti alle cavalcature tipiche degl’orchi. Quando il lupo fu abbastanza vicino, riuscì a notare che in groppa portava un orco tramortito.
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<<E così sia, la riporrò nella stanza dei tesori, ed essa attenderà solo il suo padrone per essere rimossa dal luogo in cui la poserò. Vai adesso, che gli spiriti siano con te sciamano. Lok’Thar Ogar Ulfang>>
<<Lok’Thar a te Thrall>>
Così mi diressi fuori le porte di Orgrimmar. Arrivato all’ingresso principale mi voltai indietro. La vita quotidiana degli orchi continuava incessantemente come l’acqua del ruscello scorre dalla montagna. Era un processo continuo che non finiva mai. Chissà se avrei mai rivisto tutta quella gente; il fabbro, i cuochi di Orgrimmar e lo stesso Thrall. In cuor mio però sapevo che stavo facendo la cosa giusta e così mi incamminai verso l’uscita. Il mio lungo viaggio stava per iniziare.



No dai seriamente è bella come storia ho apprezzato molto..

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[spoiler]Scherzo e  ;D[/spoiler]
« Ultima modifica: Gennaio 15, 2012, 23:07:59 pm da Reaper »
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